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  di Guido Vesentini radio sb
 

L'informazione non è conoscenza. La conoscenza non è saggezza. La saggezza non è verità. La verità non è bellezza. La bellezza non è amore. L'amore non è musica. La musica è il meglio.” Frank Zappa

“La musica è essenzialmente inutile, come la vita.” George Santayana, Piccoli saggi

“La musica esprime ciò che non può essere detto e su cui è impossibile rimanere in silenzio.” Victor Hugo, Canti del crepuscolo, 1835

-Ma questa canzone non è originale! L'originale è in francese!-
-Sì, ma esiste anche una versione italiana.-
-Ma è la stessa cantante?-
-Sì, solo che canta in italiano.-
-Ma quante lingue parla? Parla anche l'italiano?-
-Non so. Forse conosce soltanto queste parole in italiano. Oppure sa anche l'italiano.-
Sento questa conversazione mentre sto camminando nel mercatino di oggetti usati in cerca di dischi in vinile.
Quel bambino parlava con suo padre di musica come se ne sapesse più del padre stesso. Anch'io conoscevo quella canzone.
Si trattava di “Je veux”, contenuta nell'album di Zaz, cantante francese che fa musica definita a volte un misto tra sound gitani, arabi, andalusi, afro, altre tra swing e jazz. Io non riconosco le influenze gitane e andaluse e non mi sono mai preoccupato cercare influenze di vario tipo nella sua musica. Ho sentito la stessa canzone alla radio e ho deciso di acquistare il cd. Che ha un titolo strano: Zaz...

Donnez moi une suite au Ritz, je n'en veux pas!
Des bijoux de chez CHANEL, je n'en veux pas!
Donnez moi une limousine, j'en ferais quoi? papalapapapala
Offrez moi du personnel, j'en ferais quoi?
Un manoir a Neufchatel, ce n'est pas pour moi.
Offrez moi la Tour Eiffel, j'en ferais quoi? papalapapapala

Je Veux d'l'amour, d'la joie, de la bonne humeur, ce n'est pas votre argent qui f'ra mon bonheur, moi j'veux crever la main sur le coeur papalapapapala allons ensemble, découvrir ma
liberté, oubliez donc tous vos clichés, bienvenue dans ma réalité.

La canzone proveniva da un'autoradio di un furgone di un venditore di vecchi oggetti per la casa. Voltandomi verso la sua bancherella noto un vecchio ferro da stiro, uno di quelli in cui si mettevano le braci per poter scaldarlo. Sul banco altri oggetti come vecchie schede telefoniche, figurine e libri ingialliti, soprammobili di quelli che vedevo nelle vecchie case dei parenti dei miei genitori e che erano già allora più vecchi dei parenti stessi. I parenti sono tutti morti. I soprammobili sono nei mercatini.
Ho acquistato il cd su internet e quando mi è arrivato l'ho messo subito nello stereo. Mentre la musica riempiva l'appartamento, ho dato uno sguardo ai testi. Ho sentito questa canzone per la prima volta alla radio. Questa è la canzone di Zaz più passata nelle radio e mi è piaciuta subito per la musica e la voce della cantante. Ritmo allegro e vivace e voce penetrante. Del testo non capivo niente. E' in francese. L'ho letto nella brochure contenuta nella custodia del cd, traducendo qualche parola su internet. Dalle tutto e lei non vorrà niente. Quello che vuole non si può comprare.

Continuo la mia passeggiata lungo la via centrale del paese che ospita il mercatino, in cerca della bancherella dei vinili. Ho acquistato nello stesso mercatino un giradischi degli anni settanta, per poter ascoltare vinili degli anni settanta, con i graffi degli anni settanta. Mi era già capitato di riportare un vinile al venditore perché non si sentiva bene. Il venditore mi restituiva i soldi e rimetteva il vinile negli scatoloni dei vinili. Non tutti tornano indietro per restituire un disco che non si sentono bene... Io continuo a comperare i vinili nei mercatini, perché se la puntina salta mi restituiscono i soldi e se la puntina non salta si possono comprare dischi rari e pregiati.
Continuo a camminare tra vecchi mobili, quadri definiti d'epoca perché appartengono ad un'altra epoca, persone che camminano avanti e indietro. Arrivo al banchetto dei vinili, dove sono anche esposti musicassette e cd. I vinili sono solitamente dentro a dei scatoloni, nei quali si infilano le mani e si comincia a far scorrere le dita sui loro bordi in cerca del titolo o dei musicisti che interessano. Non penso a dei gruppi o a dei titoli in particolare e mi avvicino a uno di quei scatoloni senza sapere cosa cerco, ma sapendo che potrò trovarlo. Passo tutti i vinili dello scatolone, sbirciando contemporaneamente nello scatolone al quale un tizio sui trent'anni sta dando un'occhiata a altri dischi, pensando che dopo lo scatolone che ho davanti darò un'occhiata anche a quello. Ci sono dei dischi che mi interessano.

Ne prenderei molti di più, ma ho lo stipendio di un operaio. Tiro fuori dallo scatolone un disco dei Rolling Stone, “Goat's head soup”. Guardo la copertina per vedere se è in buono stato, poi leggo i titoli delle canzoni e l'anno in cui è stato pubblicato il disco. “1973”. Guardo sempre l'anno di pubblicazione perché mi è già capitato di acquistare dischi che, pur essendo originali come i graffi che li rendono inconfondibili, non sono le prime edizioni. Intendiamoci: se qualcuno cercasse “Abbey road” dei The Beatles a ventitré euro e novanta come quello che ho trovato io, deve già sapere che non è la prima edizione. Leggo i titoli, poi estraggo il disco dalla sua copertina, completa del volantino inserito all'interno. Il disco mi sembra in buone condizioni, ma non sono del tutto sicuro del contenuto delle canzoni. Decido di fare come faccio spesso. Chiamo un mio conoscente che se intende più di me.

-Ciao.-
-Ciao. Che cosa vuoi? Sono appena tornato a casa. Sto andando a letto.-
-Sono le dieci del mattino...-
-Sono uscito ieri sera alle dieci. E sono tornato adesso. Quello che durante la notte sono cazzi miei.-
Mi aspettavo questa risposta.
-Sto cercando dei vinili. Mi sai dire qualcosa su “Goat's head soup”, dei Rolling Stone?-
-Fammi pensare... Copertina gialla con il viso di una donna avvolto da un velo?-
-Sì.-
-Quanto costa?-
-Venti euro.-
-Prendilo.-
-Vale la pena di acquistarlo?-
-Disco degli anni settanta, dovrebbe essere del settantatré.-
-Sì.-
-Ha raggiunto i primi posti nelle classifiche. Prendilo.-
-Non mi dici altro?-
-Vado a letto. Prendilo.-
-Ciao.-
-Ciao.-
Prendo quel disco e abbandono quello scatolone. Non  resisto e metto subito le mani dentro lo scatolone a fianco. Con la coda dell'occhio vedo il ragazzo che era davanti allo scatolone prima di me. Non so se vuole ancora guardare quello scatolone e decido di chiederglielo per non passargli davanti. Lo guardo bene e lo riconosco.
-Ciao!-
-Ciao.-
-Non ti vedo da un po'. Sei in cerca di vinili anche tu?-
-Mi sono alzato dal letto e ho deciso di venire al mercatino.-
-Stai ancora guardando questi dischi?-
-No, ho finito. Non c' niente che mi interessa.-
-Mi sembrava che ci fosse qualcosa.-
Sfoglio i dischi uno a uno e anche in questo scatolone trovo dei dischi che sembrano buoni. Conosco quel ragazzo da quando era un bambino. Era un ragazzino come molti altri. L'ho rivisto da adolescente: capelli lunghi e anfibi. Un rocchettaro come molti altri. Lo rivedo ora. Sposato con una coetanea e con un bambino di cinque anni. Ascolta le canzoni di Cristina D'Avena con suo figlio. Quand'è da solo può ancora ascoltare heavy metal. Ci mettiamo a parlare di musica.
-Quelli non mi sono mai piaciuti. Hanno fatto successo suonando come dei principianti.-
Si avvicina un suo amico.
-Tu dici che una band che ha venduto milioni di dischi suona come dei principianti?-
-Non sono altro che gli stessi accordi di chitarra!-
-A me non sembra...-
-Se ascolti una delle loro canzoni senti sempre gli stessi accordi! Preferisco altra musica.-
Mi fa i nomi di alcune band, molti dei quali non conosco. Da ex componente di un gruppo rock, mi parla di accordi musicali e di melodie e di come si possono eseguire sempre gli stessi giri di accordi, variando il tempo, il suono il numero e il tipo di strumenti così da poter strutturare la musica di una canzone apparentemente variegata. Ma in realtà:
-Sono sempre le stesse note!-
-Non ci avevo pensato.-

Intanto continuo a guardare i vinili. Ne trovo uno che sembra buono. “Making movies”, dei Dire Straits. L'anno di  pubblicazione è il 1980. Chiedo al rocchettaro se sa qualcosa di quel disco. Guardo i titoli delle canzoni. Ci sono“Tunnel of love” e “Romeo and Juliet”. Anno di pubblicazione: 1980. Lui mi dice che è uno dei dischi più famosi dei Dire Straits, ma che non sa se sia la prima edizione. Decido di chiedere al venditore. Se chiamassi nuovamente il mio conoscente, forse non risponderebbe. Se rispondesse, mi offenderebbe.
-Quel disco è mio. L'ho acquistato io quando è uscito e è la prima edizione.-
Mi fido e comincio a esaminare il disco. La copertina ha un lato in cui si e aperta, ma non è strappata. La custodia di carta che contiene il disco è leggermente strappata nella parte inferiore dove il disco appoggia. Infine guardo il disco: leggermente graffiato, ma potrebbe ancora suonare discretamente. Il disco non è in condizioni ottime e voglio conoscere  il prezzo. Se il prezzo sarà adeguato, potrei comunque acquistarlo, trattandosi di una prima edizione di un disco famosissimo che ha fatto la storia di quella band.
-Quanto costa?-
-Dieci euro.-
-Questo dei Rolling Stone più quello dei Dire Straits?-
-Trenta euro.-
-Te ne do venticinque.-
-Va bene.-
Gli do i soldi e lui mi mette i dischi in sacchetto di plastica. Saluto il rocchettaro con il cuore di papà che ascolta Cristina D'Avena e torno a casa per ascoltare i dischi.
Percorro pochi metri e entro in casa dopo aver lasciato il mercatino, con i miei vinili “nuovi” nella sporta. Li appoggio sul tavolo, mi tolgo il giubbetto e alzo il coperchio di plastica trasparente del giradischi, che ha circa la stessa età dei dischi e che ho acquistato nello stesso mercatino. Estraggo i due dischi dalla sporta e decido subito di ascoltare quello dei Rolling Stones, perché non ne conosco le canzoni, mentre alcune delle canzoni dell'altro disco già le conosco: “Romeo and Juliet” e “Tunnel of love” sono titoli talmente famosi da non aver mai ascoltato una radio per non conoscerli.
Il disco comincia a girare emettendo le prime note dal suo altoparlante vecchio di quarant'anni. Ascolto le canzoni facendo uno spuntino e comincio a valutare la qualità del suono: non è eccellente, ma essendo un disco vecchio che sicuramente ha girato parecchio su qualche altro piatto, considero il suono accettabile.
Finisco lo spuntino e prendo in mano il volantino inserito all'interno della copertina, per vedere il titolo della canzone che sto ascoltando. Si tratta della quarta canzone e ha un titolo facile da leggere ma altrettanto complicato da capire: “Doo doo doo doo doo”. Il sottotitolo tra le parentesi chiarisce meglio il significato: “Heartbreaker”. Nel mio immaginario penso a qualche canzone che parla di qualcuno o qualcuna che spezza cuori dovunque vada. Ma le parole che riesco a comprendere non mi convincono, quindi cerco il testo su internet:

The po-lice in New York City
They chased a boy right through the park
And in a case of mistaken identity
The put a bullet through his heart

Heart breakers with your forty four
I wanna tear your world apart
You heart breaker with your forty four
I wanna tear your world a part

A ten year old girl on a street corner
Sticking needles in her arm
She died in the dirt of an alleyway
Her mother said she had no chance, no chance!
Heart breaker, heart breaker
She stuck the pins right in her heart
Heart breaker, pain maker
Stole the love right out of you heart

Heart breaker, heart breaker
You stole the love right out of my heart
Heart breaker, heart breaker
I wanna tear your world apart

Doo, doo doo doo doo doo doo, doo doo doo....

L'heartbreaker di cui si parla nella canzone non è un donnaiolo che lascia lacrime e cuori spezzati in tutte le donne che incontra. Quello della canzone è un tizio che, nell'interpretazione della band, dovrebbe agire per difendere i buoni dai cattivi, ma che ogni tanto lo fa...
La canzone successiva ha una musica più da ballata che da rock ribelle. Ma il testo mantiene il il tono di ribellione di chi non accetta la rassegnazione alla quale la coppia protagonista sembra destinata:

Oh Angie, Oh Angie, when will those dark clouds disappear
Angie, Angie, where will it lead us from here
With no loving in our souls and no money in our coats
You can't say we're satisfied
But Angie, Angie, you can't say we never tried.

Angie, you're beautiful, but ain't it time we said goodbye
Angie, I still love you, remember all those nights we cried
All the dreams we held so close seemed to all go up in smoke
Let me whisper in your ear
Angie, Angie, where will it lead us from here
Oh, Angie, don't you weep, all your kisses still taste sweet
I hate that sadness in your eyes
But Angie, Angie, ain't it time we said good-bye

With no loving in our souls and no money in our coats
You can't say we're satisfied
But Angie, I still love you, Baby, ev'rywhere I look I see your eyes
There ain't a woman that comes close to you come on baby, dry your eyes

But Angie, Angie, ain't it good to be alive
Angie, Angie, they can't say we never tried

“Angie”, il nome della ragazza di età indefinibile che nella canzone sembra ascoltare lo sfogo che vuole essere anche una consolazione del suo innamorato, dà il titolo alla canzone. Due persone che, dopo aver tentato persino di seguire le nuvole per trovare “qualcosa di buono per essere vivi”, non si vogliono rassegnare a ciò che non permette a loro di contenti. Ma stanno insieme. Forse sotto un ponte... Forse in una baracca di cartone... Ma stanno insieme.
Continuo a ascoltare il disco mentre guardo su internet se ci sono concerti nella mia zona. E' estate e ci sono manifestazioni musicali all'aperto praticamente ovunque. Ne trovo un paio che mi possono interessare, tra i quali quello dei Rezophonic. Concerto per beneficenza con ingresso libero con artisti bravi e famosi a livello nazionale e internazionale. Il disco dei Rolling Stones finisce e metto subito sul giradischi quello dei Dire Straits.
Lo metto sul giradischi e comincio a ascoltarlo mentre guardo la custodia di carta con stampati i testi delle canzoni. Mi aspetto le due canzoni che meglio conosco, tra le più famose del gruppo: “Tunnel of love” e “Romeo and Juliet”. Ma non le riconosco. Penso di avere acquistato la copertina giusta con il disco sbagliato, ma so di aver controllato bene il disco prima di prenderlo. Guardo il disco mentre gira sul piatto, cercando di seguire l'etichetta con gli occhi mentre gira e di leggere il titolo. Cosa non facile: cercare di leggere una scritta che gira in tondo... Il disco e quello giusto, è il lato  che è sbagliato. Riesco a leggere la dicitura “side 2” prima di stordirmi roteando gli occhi insieme al disco.
Intanto è passata la prima canzone del “side 2” e comincia la seconda: “Hand in hand”. Mi arriva un sms sul cellulare. E' lei. Non la sento da un po', da quando ci siamo lasciati. Ho sentito da amici comuni che non ha più avuto storie importanti con altri. Non so se sia vero, so soltanto che non l'ho dimenticata e probabilmente nemmeno lei ha dimenticato me.

if i been hard on you i never chose to be
i never wanted no one else
i tried my best to be somebody you'd be close to
hand in hand like lovers are supposed to

Questo verso della canzone mi fa inevitabilmente pensare a tutte le volte in cui dicevo o facevo qualcosa e lei non si opponeva. All'inizio pensavo che fosse perché a lei andava bene quello che facevo e che le facevo, non notavo la sua espressione rassegnata. Con il passare del tempo, mentre io continuavo a fare quello che volevo con lei e senza di lei, cominciavo a notare le sue espressioni, all'inizio appena percepibili, poi sempre più accentuate, ma sempre nel silenzio. Silenzio che veniva sia da parte sua, che forse non voleva opporsi, sia da parte mia, perché mi andava bene anche così. Quando ho cominciato a voler notare il suo disagio, che in fondo non volevo, le chiesto il perché del suo stato d'animo.
Mi ha lasciato. La mia indifferenza nei suoi confronti e la sua paura di esprimersi per non contrariarmi e perdermi ci ha portati a non vederci più. Non eravamo  “hand in hand like lovers are supposed to”.
E adesso questo messaggio, dove mi chiede di vederci. Mi deve parlare, ma non mi dice di cosa. Le rispondo che la sera successiva sarei stato al concerto dei Rezophonic e le chiedo se vuole venirci con me. Mentre aspetto il suo messaggio il disco continua a girare.

the sky is crying the streets are full of tears
rain come down wash away my tears
and all this writing on the wall
oh i can read between the lines
rain come down forgive this dirty town
rain come down and give this dirty town
a drink of water a drink of wine

Sapevo che lei chiedeva di me e probabilmente lei sapeva che chiedevo di lei. Ero al corrente della sua situazione e lei della mia.                                                                      

now you and me go parallel together and apart
and you keep the perfect distance and it's tearing at my heart

did you never feel the distance
you never tried to cross no line

Mi sono chiesto molte volte che cosa pensasse di me, se ci fosse una piccola possibilità di riavvicinarla e di farle vedere che le cose potrebbero, adesso, essere diverse tra me e lei. Eravamo in contatto, ma senza mai incrociarsi. Ma lei non aveva mai tentato di  “to cross no line”.

now it's another dirty river and another dirty scar
and i don't know who's kissing you and i don't know where you are
so far from home don't you think of me sometime

Tre anni passati ignorando alcune sensazioni reciproche, pensando che fosse un bene per entrambi, per poi ritrovarsi a seguirsi, ognuno nelle stesse situazioni di allora, ma senza impegnarsi con nessun altro, senza mai incrociarsi e a chiedersi che cosa entrambi stessimo facendo e se avessimo degli altri.

 sky is crying see the streets are full of tears
rain coming down to wash away my fears
and all this writing on the wall
oh i can read between the lines

Il messaggio non tarda ad arrivare. La vedrò domani sera. Verrà con me al concerto.
Il disco continua a girare e la canzone successiva è  “Solid Rock”.

well take a look at that
i made a castle in the sand
saying this is where it's you know
couldn't understand now
if i realised that the chances were slim
how come i'm so surprised when the tide rolled in


Come nella canzone, avevamo costruito un castello di sabbia. Come nella canzone, il castello è svanito nel nulla per una normalissima onda del mare. Noi non avevamo pensato alla cosa più normale: il dialogo. Quando abbiamo cominciato a parlarci, è stato come se fosse arrivata l'onda dal mare. Un mare agitato e irrequieto, che entrambi avevamo davanti, ma che non volevamo vedere. Che alla fine ha fatto arrivare la sua onda fino a noi, distruggendo tutto.
Entrambi ce ne siamo resi conto e ci siamo lasciati. Adesso mi chiama e mi dice che mi deve parlare. E comincio a pensare alla seconda strofa della della canzone.

i wanna live on solid rock
i'm gonna live on solid rock
i wanna give i don't wanna be blocked
i'm gonna live on solid rock

well i'm sick of potential
i'm sick of vanity now
i'm sticking to essential reality now
i don't know what's worse
try to make a silk purse
living an illusion living in confusion

Non le parlo da molto tempo e ho voglia di chiamarla. Decido di aspettare domani sera e non lo faccio. Ho pensato molto a quella storia e al perché è finita. Ho capito i motivi, ne ho subito conseguenze e so, per il periodo in cui ancora ci parlavamo, che anche lei ne ha sofferto. Con queste consapevolezze, adesso non rifarei gli stessi errori. E forse nemmeno lei.
Con lei facevo quello che volevo con chiunque volessi, proprio come adesso. Ma adesso non c'è lei. Tutte le cose inutili che pensavo servissero a rendermi migliore, in realtà altro non facevano che allontanarmi dalle cose essenziali e importanti che ora so vedere, ma che non ho motivi per guardare. Sapevo di farle del male, ma non guardavo quel male che lei pativa. Così ne facevo a lei e a me.

“Living an illusion living in confusion “.

well a house of cards
was never built for shock
you could blow it down in any kind of weather
now two solid rocks two solid blocks
you know they're gonna stick
yeah they're gonna stick together

because the heart that you break
that's the one that you rely on
the bed that you make
that's the one you gotta lie on
when you point your finger cos your plan fell through
you got three more fingers pointing back at you

Tutti e due abbiamo sofferto e tutti e due non abbiamo più cercato altro.
Tutti e due consapevoli dei nostri errori e di come si avremmo potuto evitarli, tutti e due determinati a non ripeterli e, se si fossero riaffacciati nelle nostre vite, su come cercare di risolverli.

i wanna live on solid rock
i'm gonna live on solid rock
i wanna give i don't wanna be blocked
i'm gonna live on solid rock
i'm solid rock now

Con questi pensieri continuo a ascoltare il disco che continua trasmettere note attraverso il giradischi. Quando salta la puntina. Del resto, l'ho pagato poco...

Il luogo dove si svolge il concerto non è molto lontano dal nostro paese. Circa trenta minuti di macchina durante i quali decido di mettere il CD dei Lacuna Coil. Viaggiamo da circa dieci minuti e dalle casse dello stereo esce la canzone “Not enough”

I don't want to be safe,
I want to go down with you
Together we will find a way to come back

I thought it was too late
I thought you disappeared
It's been a while since I believed in you
I used to have the strength
I used to just walk away
But now that I see you
It's not enough, it's not enough



Durante l'aperitivo bevuto la bar dove ci siamo incontrati e il viaggio, abbiamo parlato  di vari argomenti senza mai affrontare il vero motivo del nostro incontro. Avrebbe dovuto essere lei a cominciare, perché è stata lei a chiamarmi. Io sapevo molto bene cosa dirle, ma dovevo sapere il perché di quell'incontro. Per capire se ci fosse stato motivo per dirle quello che avevo in mente. Mentre cerco il modo di chiederle perché mi ha chiamato, lei inizia a parlare.
-Non mi hai ancora chiesto perché ti ho chiamato.-
-Perché sono un bel ragazzo?-
-Quello non mi basta!-
-Perché mi hai chiamato?-
-Perché volevo andare al concerto e scroccare il viaggio e un paio di birre.-
-Ottimo motivo. C'è altro?-
-Sì.-
Segue un attimo di silenzio in cui mi volto a guardarla. Lei guarda la strada con una espressione che conosco. E' la stessa che faceva quando voleva parlare, ma temeva di farlo.
-Che cosa c'è?-
-La verità? Non c'è niente che non va. Eppure non sono contenta.-
-Cosa intendi dire.-
Guardo alternatamente la strada e il suo viso. Capisco che si sta sforzando di parlare, ma non ci riesce. Continua a avere quell'espressione. Quella che vedevo quando stavamo insieme. 
-Perché ci siamo lasciati?-
-Perché io facevo quello che volevo, a te non andava bene ma non lo dicevi. Quando abbiamo capito che non potevamo continuare così, ce lo siamo detti e non siamo riusciti risolvere tutti i problemi che intanto si erano accumulati.-
Non le chiedo il motivo di quella domanda. Era troppo presto per sapere se fosse giusto dirle quello che pensavo, ma se ci fosse stata l'occasione per farlo, non avrei voluto perderla.
-E perché non ci siamo parlati prima?-
-Forse perché non volevamo capire di doverlo fare.-
Segue di nuovo il silenzio. Ora so che forse quella occasione che cercavo e volevo si sta avvicinando.
-Perché mi chiedi queste cose?-
Ancora silenzio. Decido di dirle quello che provo.
-Da quando ci siamo lasciati ho pensato molto alla nostra storia e ai motivi per cui è finita. Ci sono state cose che non abbiamo voluto affrontare per paura di farci del male. Così ci siamo fatti ancora più male. Abbiamo sbagliato entrambi. Io facevo quello che volevo perché sapevo che tu non ti saresti lamentata, tu non ti lamentavi per paura di contrariami. E di perdermi. Così ci siamo persi. Se avessimo affrontato i nostri problemi quando sarebbe stato necessario... Forse li  avremmo risolti... Forse no. So soltanto che sarebbe bastato parlarsi. E non l'abbiamo fatto. Così io credevo di avere tutta la libertà possibile...-
-E io credevo di essere più sicura.-

I'm falling once again, I'm following the way
Nothing changed since I believed in you
I knew that it would come,
I thought that I'd be afraid
But now that I have you
It's not enough, it's not enough

I don't want to be safe,
I want to go down with you
Together we will find a way to come back

Forgotten fears
I'd throw away all the caution out unto the wind
My soul is thirsty, and I'm still dreaming of you
Get out of my mind

Come back (Get out of my mind),
Come back (Get out of my mind)

I don't want to be safe,
I want to go down with you
Together we will find a way to come

Di nuovo silenzio, soltanto che questa volta non parlavamo in due. Il CD continuava a girare e parlava la canzone.
-E perché, adesso che dovrei stare bene, non sono contenta?-
-Forse perché non hai tutto ciò di cui hai bisogno?-
-E perché ho chiamato te?-
-Per le birre?-
-Sì.-

Siamo arrivati a concerto già iniziato e dopo aver scansato alcuni spettatori che ascoltavano la musica con un gomito appoggiato al bancone del chiosco e uno alzato, abbiamo ordinato un paio di birre. Il campo sportivo che ospita il concerto è pieno di gente, la maggior parte raggruppata sotto il palco. Dalle casse esce la canzone “Can you hear me”. Questa sera non ho le sensazioni descritte dalla canzone. Sono con lei. Guardo tutti le persone che ascoltano il concerto. Un tizio davanti a me ha una maglietta con scritto sulla schiena “Same shit, different day” , un altro abbraccia la sua ragazza. Ci sono famiglie, compagnie di amici, persone, a giudicare dal colore dei capelli e dalla corporatura, di tutte le età. Posso soltanto intuire le loro età. Stando appoggiato con un gomito al banco del chiosco e uno alzato, riesco a vedere soltanto le schiene degli spettatori...
Poi guardo lei, con la sua espressione rilassata e spensierata. Guardo il suo bicchiere: ha già finito la birra...
-Avevi sete?...-
La mia birra è ancora a metà.
-Sì.-
-Vuoi un altra birra?-
-No.-
La sua espressione rimane inalterata. Non credo di averla mai notata, almeno quando stava con me. Continua a guardare la gente e il palco, ascoltando la musica come se non avesse bisogno di altro.
Quando stavamo insieme non era così. Non lo era per entrambi.

 
I need to find my self
I need to understand
I feel loneliness
Because I’m full of regrets

I dream stronger hands
I dream to go away
Bring my plan and say
Say goodnight to all my pain

I'm so low
Can you hear me?


Quando parlavamo non ci dicevamo quasi niente, quando non parlavamo pensavamo a che cosa dire per non rompere un equilibrio che non c'era. E accumulavamo rimpianti per non averlo fatto. Quando ci siamo lasciati ho capito che lei mi chiedeva di ascoltarla, io cercavo di non sentire.

need to find this game
I need to understand
And I feel so cold
Cause I’m empty like a stone

I dream to play this sound
I dream to sing a song
Rythm for my veins
About feelings about love

I'm so low
Can you hear me?

Le sensazioni, pur stando all'opposto, si assomigliavano. Tutti e due sentivamo di non dare all'altro quello di cui aveva bisogno, anche se tutti e due sapevamo che ci mancava qualcosa che l'altro non ci voleva dare. Ma tutti e due, dopo tre anni di solitudine passati insieme, non potevamo più sopportare. Quando abbiamo provato a rimediare, non ci siamo riusciti. E l'equilibrio che non c'era si è rotto.
-Proviamo a avvicinarci al palco.-
Butto il bicchiere e la seguo. Mi ha detto quelle parole nell'orecchio sfiorandolo con le labbra, poi mi ha preso il braccio e mi ha tirato con dolcezza verso il centro del campo sportivo, mettendo il suo braccio sotto al mio. Alzo il braccio e le cingo le spalle. La stringo a me. E la bacio.
Lei mi accettato come se non fossimo mai stati lontani, ma come se fossimo sempre stati in quella condizione di compiutezza.
Adesso anche lei mi cinge la schiena. Sul palco il cantante inizia a cantare la sua canzone.


Distrattamente mi uccide
e non mi chiede perché,
fotte le mie sicurezze
cadendo in piedi

Mi guarda sempre più inquieta
divora la mia viltà,
s'insinua tra le mie vene
gelando il sangue

Non ho più niente da dire!
Avverrà subito
lascerò che tutto cambi intorno



Dopo quel momento, provo sensazioni che contrastano costituite da quelle che sento adesso e quelle sentivo durante il periodo in cui non ero con lei. Adesso al mio fianco ho ciò di cui bisogno. Allora sentivo qualcosa che permeava le mie sensazioni e rendendomi indifferente anche a quelle degli altri.

Mi chiedo cosa mi manca,
ma piove sempre di più,
ormai la mia sensazione
è di soffrire

Cavalco la mia memoria
giocando a carte con te,
danneggio quello che è rotto viva il rumore!

Non ho più niente da dire!
Avverrà subito
lascerò che tutto cambi intorno

Dolce far niente
l'epilogo di un morto
Dolce far niente
inizio della vita
Dolce far niente
riposo di un malato
Dolce far niente
al mio perdono

Avverrà subito
lascerò che tutto cambi intorno

Intorno a me tutto scorreva, cambiava. Migliorava e peggiorava. Tutto mi era indifferente. L'indifferenza per tutto era causata dalla mancanza di un motivo per farmi coinvolgere. La mancanza coinvolgimento mi ha fatto riflettere al perché della mia indifferenza e al perché ho iniziato a essere così. Mi sono concentrato su questo e forse ho capito. Adesso sono abbracciato a lei. Sono con lei.

Mi sveglio al mattino abbracciato a lei. Nel torpore del risveglio sento soltanto l'aria entra dalla finestra. E sento la sua pelle sulla mai. La stringo, lei si gira e appoggia il suo viso sul mio petto. Restiamo così, accarezzandoci a vicenda. Lentamente iniziamo a muoverci e ricominciare quello che avevamo sospeso durante la notte...
Io mi alzo per primo mi metto sotto la doccia.
-Com'è l'acqua? E' calda?-
-Non ancora.-
-Allora aspetto un po' a entrare.-
Capisco quello che intende. Apro l'acqua calda al massimo.
-Adesso è calda!-
Lei entra nuda nella doccia. Mi spinge su un angolo fuori dal getto d'acqua e si mette sotto al telefono della doccia.  Sorride e sembra che la temperatura dell'acqua le vada bene. Prende lo  shampoo e me lo versa in testa. Con il suo sorriso luminoso infila le dita tra i miei capelli e comincia a massaggiarmi la testa.
Sono uscito e l'ho subito coperta con il mio accappatoio, mentre io mi sono avvolto un asciugamano alla vita. L'ho massaggiata frizionando l'accappatoio sulla sua pelle.
-Hai qualcosa da mangiare o fai ancora colazione con le sigarette?-
-Non faccio colazione con le sigarette! Fumo una sigaretta e poi faccio colazione al bar.-
-Neanche un caffè?-
-Ho pane, burro, marmellata, caffè, tè e biscotti. Cosa preferisci?-
Mi guarda con espressione stupita.
-Ma sei quello con cui sono stata per tre anni? Non sono uscita con un altro ieri sera?...-
-No, sono io.-
-Adesso mangio, poi mi spieghi.-
Facciamo colazione insieme, divorando quasi tutte le mie scorte di cibo per la colazione. Pane, burro, marmellata, caffè.
Accendo la radio e dalle casse esce la canzone “Brand new day”, di Sting.

One day you could be looking
Through an old book in rainy weather
You see a picture of her smiling at you
When you were still together
Or you could be walking down the street
And who should you chance to meet?
But that same old smile you’ve been thinking of all day?

Why don't we turn the clock to zero honey
I’ll sell the stock we’ll spend all the money
We're starting up a brand new day
Turn the clock all the way back
I wonder if she’ll take me back
I’m thinking in a brand new way

Turn the clock to zero sister
You’ll never know how much I missed her
I'm starting up a brand new day
Turn the clock to zero boss
The rivers wide we’ll swim across
We're starting up a brand new day

-Come mai ti sei messo a mangiare bene?-
-Ho sempre mangiato bene!-
-Devi ancora accenderti la sigaretta.-
-Non ti dava fastidio il fumo?-
-Mi da ancora fastidio. Accenditi la sigaretta.-
Mi accendo la sigaretta.
-Devo andarmene da qui. Ho un paio di ragazzi che mi aspettano per l'aperitivo.-
La guardo sorridente e sospettoso. La conosco, le piace prendermi in giro e non è persona da venire a letto con me e poi andare da altri. Non so cosa facesse quando andava a letto con gli altri...
-Sono simpatici come me?-
-Molto più di te. E voglio più bene a loro che a te.-
Continua a parlare faccia indifferente, senza nemmeno guardarmi. La conosco, o almeno credo...
-Non voglio essere invadente, ma posso sapere se mi chiamerai nel pomeriggio?-
-Non so. Dipende da quanto i ragazzi mi faranno divertire.-
La conosco, o forse no?
Mi guarda diritto in faccia.
-Uno ha dieci anni, l'altro dodici. Ti chiamo stasera, sono a pranzo da mia sorella e la devo incontrare al bar con i miei nipotini.-
Mi metto a ridere. Prendo il tovagliolo e glielo tiro in faccia. Ci mettiamo a ridere entrambi.

Suona il campanello: è mio nipote. Dodici anni e lettore MP3 sempre negli orecchi e è qui per trasferire un po' della mia musica sul suo lettore. Gli apro la porta d'ingresso del palazzo e sento i suoi passi veloci sui gradini. Suona il campanello dell'appartamento e gli apro la porta.
-Ciao.-
-Ciao.-
-Con chi hai dormito stanotte?-
-Cosa te ne frega?-
-Hai dormito da solo?-
-Fatti gli affari tuoi!-
Mentre mi fa queste domande sorride. Ha dodici anni e sente il richiamo femminile come tutti gli adolescenti. Sente anche quello delle donne che conosco. E chiede.
-Che radio stai ascoltando?-
-Non so. L'ho accesa da poco.-
-Ho visto la tua ex uscire uscire dal palazzo. Ci sono altri single in questo palazzo?-
-No.-
Non volevo dirgli niente. Ma non volevo nemmeno tacere.
-Come mai è uscita da casa tua alle undici della domenica mattina?-
-Perché ho il caffè buono.-
-Si dice così tra voi vecchi?-
Faccio finta di dargli uno schiaffo. Lui lo schiva e va verso i miei vinili. Mentre li guarda e li prende in mano con la delicatezza che gli ho insegnato con i vinili di quarant'anni fa, mi fa domande sulla canzone passata alla radio. “Paradise city”, dei Guns'n'roses.


Just a' urchin livin' under the street
I'm a hard case that's tough to beat
I'm your charity case
So buy me somethin' to eat
I'll pay you at another time
Take it to the end of the line

Ragz to richez or so they say
Ya gotta-keep pushin' for the fortune and fame
You know it's
It's all a gamble
When it's just a game
Ya treat it like a capital crime
Everybody's doin' their time

Take me down
To the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
I want you please take me home

-Questi sono i Guns'n'roses?-
-Sì. Ti piace questa canzone?-
-Quando è stata uscita questa canzone?-
-1987. E' con l'album “Appetite for distraction”.-
-Ho letto il testo su internet. Parla di un ragazzo povero che è condannato alla pena di morte. Ma non l'ho capita bene.-
-Il protagonista della canzone è un ragazzo povero che costretto a chiedere la carità per mangiare. La sua condizione lo porta a diventare un delinquente che compie qualche reato capitale.-
-Cos'è un reato capitale?-
-Un reato punito con la pena di morte.-
-Per questo vuole essere portato in una città con “l'erba verde e le ragazze carine”?-
-Sì.Se ha passato una brutta infanzia lui pensa di meritarsi un bel posto in cui vivere. Molte persone che finiscono in carcere o che commettono brutte azioni finiscono per farlo perché non hanno mai avuto altre possibilità nella loro vita. In un certo senso pensano che non sia stata colpa loro se hanno fatto quello che hanno fatto.-

Take me down
To the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Take me home
Oh, won't you please take me home


Strapped in the chair of the city's gas chamber
Why I'm here I can't quite remember
The surgeon general says it's hazardous to breathe
I'd have another cigarette but I can't see
Tell me who you're gonna believe

Take me down
To the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Oh, won't you please take me home

So far away
So far away
So far away
So far away

Captain America's been torn apart
Now he's a court jester with a broken heart
He said -
Turn me around and take me back to the start
I must be losin' my mind - "Are you blind?"
I've seen it all a million times

Take me down
To the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty
Oh, won't you please take me home

Take me down
To the paradise city
Where the grass is green
And the girls are pretty

Oh, won't you please take me home

La canzone finisce e la voce dello speaker la sostituisce. Mio nipote si alza dal divano e va verso il frigo. Si prende la bottiglia di aranciata, un bicchiere dalla credenza e si versa la bibita. Io mi preparo un caffè.
-Ce l'hai il cd degli Skunk Anansie?-
-Sì. Lo vuoi?-
-Mettimi le canzoni nel lettore.-
Prendo il cd dal porta cd e glielo metto davanti all'aranciata che si è versato senza chiedere il permesso. Lui sa che se gli apro la porta di casa e lo faccio entrare, può fare quello che vuole.
-Te lo regalo. Metti tu le canzoni nel lettore.-
-Ma voglio ascoltarle adesso!-
-Non vuoi il cd?-
Prendo il cd e mi vado verso il porta cd. Mentre mi muovo verso l'altro lato della stanza lo guardo per vedere la sua faccia. Sgrana gli occhi e si volta verso di me. Vuole il cd ma non il coraggio di dirmelo.
-Hai problemi con il tuo computer? Non puoi mettere tu le canzoni le canzoni nel lettore?-
-No!-
-Vuoi il cd?-
Gli faccio questa domanda sorridendo. E' troppo orgoglioso per dirmi che vuole quel cd.
-...sì.-
Gli rimetto il cd davanti all'aranciata che si è preso senza chiedere, al contrario di quando vuole sapere qualcosa riguardo alle donne. La radio passa “I need a dollar”, di Aloe Blacc.

I need a dollar dollar, a dollar is what I need
hey hey
Well I need a dollar dollar, a dollar is what I need
hey hey
And I said I need dollar dollar, a dollar is what I need
And if I share with you my story would you share your dollar with me

Bad times are comin and I reap what I don’t sow
hey hey
Well let me tell you somthin all that glitters ain’t gold
hey hey
It’s been a long old trouble long old troublesome road
And i’m looking for somebody come and help me carry this load

I need a dollar dollar, a dollar is what I need
hey hey
Well I need a dollar dollar, a dollar is what I need
Well i don’t know if I’m walking on solid ground
Cause everything around me is falling down
And all I want - is for someone - to help meee

I had a job but the boss man let me go
He said
I’m sorry but I won’t be needing your help no more
I said
please mister boss man I need this job more than you know
But he gave me my last paycheck and he sent me on out the door

I need a dollar dollar, a dollar is what I need
hey hey
I said I need a dollar dollar, a dollar is what I need
hey hey
And I need a dollar dollar, a dollar is what I need
And if I share with you my story would you share your dollar with me
Well i don’t know if i’m walking on solid ground
Cause everything around me is crumbling down
And all I want is for someone to help meee

What in the world am I gonna to do tomorrow
is there someone whose dollar that i can borrow
who can help me take away my sorrow
maybe its inside the bottle
maybe its inside the bottle
i had some good old buddy his names is whiskey and wine
hey hey
and for my good old buddy i spent my last dime
hey hey
my wine is good to me it helps me pass the time
and my good old buddy whiskey keeps me warmer than the sunshine
Hey Hey
your mom of mayhem just a child has got his own
Hey Hey
if god has plans for me i hope it aint - written in stone
Hey Hey
because i’ve been working working myself down to the bone
and i swear on grandpas grave i’ll be paid when i come home
Hey Hey

Well I need a dollar dollar, a dollar is what I need
hey hey
I need a dollar dollar, a dollar is what I need
hey hey
Well I need a dollar dollar, a dollar is what I need hey hey
And if I share with you my story will you share your dollar with me
come on share your dollar with me
go ahead share your dollar with me
come on share your dollar give me your dollar
share your dollar with me
come on share your dollar with me


-Zio?-
-Cosa vuoi?-
-Il personaggio di questa canzone chiede la carità perché ha perso il lavoro?-
-Sì.-
-E perché si mette a bere  whiskey?-
-Forse perché non riesce a trovare un altro lavoro.-
-Ma se si ubriaca non riuscirà mai a trovare un altro lavoro! E non gli faranno neanche la carità! Io quando vedo i barboni ubriachi scappo via!-
-Ci sono persone che non riescono a reagire ai loro problemi. Oppure ci provano ma non ci riescono. Si vedono senza possibilità di riemergere a una vita normale. Senza lavoro e senza soldi. Così cercano di non pensarci rifugiandosi nell'alcol.-
-Ma così si fanno ancora più male!-
-E' vero. Non bisogna lasciarsi andare. E quando si abusa alcol si crede di stare meglio, quando si sprofonda sempre di più. Alcune persone non lo capiscono e perdono non soltanto ciò che hanno, ma anche la possibilità di riaverlo.-
Oggi mio nipote è più curioso del solito, non soltanto riguardo le donne.
-Perché mi fai queste domande?-
-Mio papà e mia mamma continuano a parlare di loro amici che perdono il lavoro o che sono in cassa int... qualcosa.-
-Cassa integrazione?-
-Sì. Ma è così brutto perdere il lavoro?-
-Non so. Senza lavoro non si guadagnano soldi e si dipende dagli altri. Si è costretti a vivere con poco e non si è più indipendenti. Deve essere una cosa molto brutta.-
-Tu rischi di perdere il lavoro?-
-No. L'azienda dove lavoro io ha molto lavoro.-
Durante la conversazione la voce di Dolores O'Riordan  esce dalle casse dello stereo.“Animal instict”.L'aranciata di mio nipote finisce, quindi si alza e si prende la bottiglia dal frigo. Senza chiedere. Io mi preparo un caffè.

Suddenly something has happened to me
As I was having my cup of tea
Suddenly I was feeling depressed
I was utterly and totally stressed
Do you know you made me cry
Do you know you made me die

And the thing that gets to me
Is you'll never really see
And the thing that freaks me out
Is I'll always be in doubt
It is a lovely thing that we have
It is a lovely thing that we
It is a lovely thing, the animal
The animal instinct

-Non capisco questa canzone. Perché la ragazza della canzone si accorge improvvisamente di essere sempre in dubbio ? E perché parla di istinto animale?-
-Come mia capisci così bene l'inglese?-
-Lo studio a scuola. Poi a casa traduco le canzoni.-
-Le persone a volte si accorgono di certe cose improvvisamente. Situazioni che vivono quotidianamente ma di cui non si rendono conto. Poi qualcosa fa capire loro in maniera più nitida queste situazioni.-
-Cosa centra l'istinto animale?-
-Per la ragazza della canzone l'istinto animale è quello che la può fare uscire dalla situazione di malessere in cui si trova.-

So take my hands and come with me
We will change reality
So take my hands and we will pray
They won't take you away
They will never make me cry, no
They will never make me die
And the thing that gets to me
Is you'll never really see
And the thing that freaks me out
Is I'll always be in doubt

The animal, the animal,
the animal instinct in me
It's the animal, the animal,
the animal instinct in me
It's the animal, it's the animal,
it's the animal instinct in me


-Perché dice al suo fidanzato di seguirla se la fa sempre piangere e la fa stare in dubbio?-
-Forse perché pensa che lui non lo faccia per farle del male. E' innamorata di lui e vuole trovare una soluzione con lui.-
-Con l'istinto animale?-
-Sì.-
Quello che dico a mio nipote mi richiama alla mente lei. Eravamo insieme, ci siamo persi e ci siamo ritrovati. Il caffè è pronto. Spengo il fornello e cambio stazione radio con il telecomando. 

And
I don't need your civil war
It feeds the rich while it buries the poor
Your power hungry sellin' soldiers
In a human grocery store
Ain't that fresh
I don't need your civil war
Ow, oh no, no, no, no, no

Look at the shoes you're filling
Look at the blood we're spilling
Look at the world we're killing
The way we've always done before
Look in the doubt we've wallowed
Look at the leaders we've followed
Look at the lies we've swallowed
And I don't want to hear no more

My hands are tied
For all I've seen has changed my mind
But still the wars go on as the years go by
With no love of God or human rights
'Cause all these dreams are swept aside
By bloody hands of the hypnotized
Who carry the cross of homicide
And history bears the scars of our civil wars

"WE PRACTICE SELECTIVE ANNIHILATION OF MAYORS AND
GOVERNMENT OFFICIALS FOR EXAMPLE TO CREATE A VACUUM
THEN WE FILL THAT VACUUM AS POPULAR WAR ADVANTAGE
PEACE IS CLOSER"

I don't need your civil war
It feeds the rich while it buries the poor
Your power hungry sellin' soldiers
In a human grocery store
Ain't that fresh
And I don't need your civil war
No, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no, no
I don't need your civil war
I don't need your civil war
Your power hungry sellin' soldiers
In a human grocery store
Ain't that fresh
I don't need your civil war
No, no, no, no, no, no, no, no, no uh-oh-uh, no uh-oh, uh no
I don't need one more war

I don't need one more war
No, no, no, no uh-oh-uh, no uh-oh, uh no
WHAZ SO CIVIL 'BOUT WAR ANYWAY?

Un'altra canzone dei Guns: “Civil war”. Guardo mio nipote con la sua aranciata tra le mani e aspetto le sue domande sulla guerra bevendo il mio caffè.
-Ma quanti soldi si guadagnano facendo la guerra? Ho visto in televisione bambini con i mitra in mano e morti ovunque. Allora anche quei bambini moriranno. Perché ci sono persone che fanno il lavaggio del cervello a altre persone per mandarle a morire e a uccidere altre persone, anche quelli che non centrano niente. Distruggono tutto, la gente diventa povera. Io sento parlare i miei genitori: dicono che fanno le guerre per il bene dei popoli, poi si viene sempre a sapere che ci sono di mezzo i soldi. E ci guadagnano sempre poche persone, mentre tutti gli altri diventano poveri, se non muoiono.-
Lo guardo mentre parla. Forse dovrei essere io a chiedere qualcosa lui... Dico soltanto che è vero. Dopo lo speaker arriva la canzone “She's alrighit”, degli Stereophonics:

Sandy was from out of town
And I met her at the beach
She drove a white Mondeo ride
Which I thought was kinda cheap

She danced a while and drank some wine
Before she rolled her eyes at me
I picked them up and I rolled them back
And then we swam into the sea

She's Alright
She's Okay, She's with me
She's Alright 
She's Okay, She's with me

We talked all night into the morning light
Until it was time to find some food
We drank coffee until it made me shake
And I rolled into a beer

She got drunk and loud and laughed
And then it all turned into tears
And then she got into a bar-room brawl
So I said "It's okay, she's with me"

She's Alright
She's Okay, She's with me
She's Alright
She's Okay, She's with me
She's Alright
She's Okay, She's with me
She's Alright
She's Okay, She's with me

Oooooh

They said "Get out",
I said "She's alright"
They said "Get out",
I said "She's alright"
They said "Get out",
I said "She's alright"
They said "Get out",
I said "She's alright"

She's Alright
(They said "Get out", I said "She's alright")
She's Okay, She's with me
She's Alright
(They said "Get out", I said "She's alright")
She's Okay, She's with me
She's Alright
(They said "Get out", I said "She's alright")
She's Okay, She's with me
She's Alright
(They said "Get out", I said "She's alright")
She's Okay, She's with me

Ascolto la canzone bevendo il caffè e guardando mio nipote che gioca con il suo lettore MP3. Non so se aspettarmi delle domande sulle donne o se sarà lui a spigarmi qualche altra verità di vita.
-Ma questa ragazza pazza! Mangia e beve e poi si mette a piangere e si infila dentro a una rissa!-
-Ci sono persone che si sfogano così.-
-Ma perché?-
-Perché? Forse non capiscono il perché dei loro problemi e reagiscono in maniera impulsiva.-
-Ma perché si mette a piangere e dopo va a fare a botte?-
-Perché quando capisce di avere un problema e non sa come risolverlo e sta male perché non riesce a risolverlo, sfoga il suo malessere facendo a botte.-
-Per me è fuori!-
Finisce la sua aranciata e prende il cd che gli ho regalato. Si alza e mi saluta mostrandomi le corna.
-Cos'è quel gesto?-
Pronuncio quella frase in in modo quasi arrabbiato. Lui capisce il mio disappunto e mi guarda stupito della mia reazione. Anch'io capisco il perché del suo gesto.
-Non devi alzare soltanto l'indice e il mignolo. Devi anche mostrare il pollice.-
-Scusa...-
-Vai via!-
-Salutamele.-
-Salutarti chi?-
-Quelle che dormono con te.-
-Fuori di qui!-
Esce dal mio appartamento ridendo. Rido anch'io guardandolo mentre chiude la porta.

Accendo lo stereo della macchina, cosa che faccio sempre prima di ingranare la marcia e uscire dal parcheggio per andare al lavoro. Ho circa mezz'ora di strada per arrivare in fabbrica e nell'autoradio ho ancora il cd dei Pearl Jam. Esco dal parcheggio ascoltando “Dissident”.

she nursed him there
over a night
I wasn't so sure
she wanted him to stay
what to say.. what to say

but soon she was down
soon he was low

at a quarter past.. a holy no
she had to turn around

when she couldn't hold.. she folded
a dissident is here

escape is never.. the safest path
oh.. a dissident.. a dissident is here

and to this day.. she's glided on
always home but so far away
like a word misplaced
nothing said.. what a waste
when she had contact.. with the conflict
there was meaning
but she sold him to the state
she had to turn around

when she couldn't hold.. she folded
a dissident is here

escape is never the safest path
oh.. a dissident.. a dissident is here

she gave him away
when she couldn't hold.. no.. she folded
a dissident is here

escape is never the safest path
oh.. a dissident.. a dissident is here

couldn't hold on.. she couldn't hold
she folded
a dissident is here

escape is never the safest place

a dissident is here


Ho letto da qualche parte le parole di Wedder su questa canzone. Una donna che aiuta un dissidente, ricercato per reati politici. Anche attualmente si sentono, se si vuole, storie di della vita quotidiana dei prigionieri politici di uno regimi che ci sono nel mondo. L'aiuto che vuole dare a quel dissidente la porta a vivere in una condizione che le rende la vita un inferno, ma che è anche ciò che le dà un motivo di essere.
Il suo motivo di essere e il suo motivo di vivere in un inferno: un conflitto dal quale deve uscire vincitrice, perdendo. Per non vivere un inferno quotidiano deve perdere il suo motivo di essere.
La canzone finisce e premo il tasto dello stereo per ascoltare un'altra canzone che mi piace, tra le più famose dei Pearl Jam: “Alive”.


son, she said
have i got a little story for you
what you thought was your daddy
was nothin' but a....

while you were sittin'
home alone at age thirteen
your real daddy was dyin'
sorry you didn't see him
but i'm glad we talked...

I'm still alive

oh she walks slowly
across a young man's room
she said i'm ready...for you
i can't remember anything
to this very day
'cept blood, blood
from you know where
now i can't see, i just stare.

i'm still alive

is something wrong
she said
of course there is
you're still alive
she said
do i deserve to be
is that the question
and if so,...if so...
who answers?
who answers?

i'm still alive

Un ragazzo che scopre che suo padre non è quello che lui pensava. Le interviste a Wedder dicono che questa canzone sia ispirata alla sua storia. Un uomo si alza un giorno e trova sua madre che lo guarda e gli dice che quello che crede sia suo padre in realtà non lo è. Le liriche asciutte e quasi prive di sfumature, oltre che a essere una caratteristica del compositore, per me confermano, anche se non c'era alcun dubbio, che questa è una esperienza realmente vissuta da colui che l'ha scritta. Questo testo, coinciso e essenziale, esprime il concetto dandogli dei contorni marcati e distinti che non permettono fraintendimenti.
Proseguo il tragitto verso la fabbrica ascoltando questo cd, pensando alla giornata lavorativa e al bar in cui bere un caffè e prendere le sigarette.
Cammino nel corridoio che porta al mio reparto ascoltando la radio dei turnisti che lavorano dalle sei. Sono le sette e quaranta, e riesco a distinguere alcuni versi della canzone “Never again”, dei Nickelback.



Seen it before, but not like this
Been there before, but not like this
Never before have I have
Seen him this bad
She's just a woman
Never Again

Father's a name you haven't earned yet
You're just a child with a temper
Haven't you heard "Don't hit a lady"?
Kickin' your ass would be a pleasure

He's drunk again, it's time to fight
Same old shit, just on a different night
She grabs the gun, she's had enough
Tonight she'll find out how fucking
Tough is this man
Pulls the trigger just as fast as she can
Never Again

 

Guardo l'operatore del centro di lavoro che schiaccia i bottoni del monitor del PLC. Gli chiedo se vuole bere un caffè alla macchinetta.
-No, ne ho già bevuti due. Adesso devo lavorare.-
Sono quasi le otto e lui è qua dalle sei. Mi dice che adesso deve lavorare... Ascoltando una canzone che parla di una donna che ammazza il suo compagno perché è stufa di prendere botte da un ubriacone. Non so come siano le leggi in America, ma mi chiedo come finirebbe in Italia per una donna che dovesse compiere lo stesso gesto nella stessa situazione.
Raggiungo la macchinetta del caffè, inserisco la chiavetta e premo il tasto di quello che esce schiacciando quel tasto, al fianco del quale hanno scritto “caffè”. Poco dopo arrivano due colleghi, uno dei quali si lamenta della situazione aziendale mentre l'altro lo ascolta assecondando lui e sorridendo verso di me.
-Come mai ti lamenti? Niente aumento?-
-Mi è stato dato un aumento molto cospicuo. Prima lavoravo otto ore al giorno, adesso ne dovrò fare dieci!-
-Prendi più soldi con le straordinarie.-
-Si sta bene anche a casa!-
-Dovresti essere contento. Sono mesi che chiedi un aumento. Avevi specificato che volevi un aumento di stipendio e non di lavoro?-
-Sì, ma avrei dovuto dire di paga oraria. Invece mi aumentano lo stipendio facendomi lavorare di più!-
Mentre parlavano anche loro si sono presi un bicchiere di plastica con un liquido nero dentro.
Li saluto e mi dirigo al mio reparto. Mi devo organizzare la giornata lavorativa considerando le urgenze sulle consegne. Accendo la radio, poi apro il carrello degli attrezzi. Mentre apro i cassetti sento la radio che manda “Staiway to heaven”, dei Led Zeppelin.

And it's whispered that soon if we all call the tune
Then the piper will lead us to reason.
And a new day will dawn for those who stand long
And the forests will echo with laughter.

If there's a bustle in your hedgerow, don't be alarmed now,
It's just a spring clean for the May queen.
Yes, there are two paths you can go by, but in the long run
There's still time to change the road you're on.
And it makes me wonder.

Your head is humming and it won't go, in case you don't know,
The piper's calling you to join him,
Dear lady, can you hear the wind blow, and did you know
Your stairway lies on the whispering wind.

And as we wind on down the road
Our shadows taller than our soul.
There walks a lady we all know
Who shines white light and wants to show
How everything still turns to gold.
And if you listen very hard
The tune will come to you at last.
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll.

And she's buying a stairway to heaven

Sono quasi le otto e questa poesia inserita in sonorità rock degli anni settanta sentita a quest'ora, mi mette in uno stato di armonia tra la spinta dovuta all'inizio del lavoro e la calma per iniziare la giornata. Io non cerco il paradiso in nessun luogo, tanto meno nei pifferai e nel suono del vento che indicano la via per raggiungere le scale del paradiso. Sono in una fabbrica con altri operai che si devono guadagnare lo stipendio. Ma le sensazioni e l'immagine che esprime questa canzone rende meno ruvido e spigoloso il lato monotono della giornata lavorativa.
La mattinata passa in fretta. Ci sono commesse molto urgenti da consegnare e non c'è il tempo per annoiarsi. Dopo il  pranzo e il caffè, come viene chiamato dai gestori delle macchinette, mi porto nel mio reparto, dove accendo la radio e con i suoni di “Bring to life” degli Evanascence. Guardo i macchinari per organizzare mentalmente il lavoro del pomeriggio, in attesa della serata che passerò a casa con lei.


all this time I can't believe I couldn't see
kept in the dark but you were there in front of me
I’ve been sleeping a thousand years it seems
got to open my eyes to everything
without a thought without a voice without a soul
don't let me die here
there must be something more
bring me to life

(Wake me up)
Wake me up inside
(I can’t wake up)
Wake me up inside
(Save me)
call my name and save me from the dark
(Wake me up)
bid my blood to run
(I can’t wake up)
before I come undone
(Save me)
save me from the nothing I’ve become

(Bring me to life)
I’ve been living a lie, there’s nothing inside
(Bring me to life)


Ascolto la canzone osservando i vari pezzi da assemblare sul macchinario e mi chiedo come può fare una persona a dipendere da un altra al punto tale da non poter viverne senza. Ho conosciuto persone completamente vuote e perse senza quel qualcuno al loro fianco. Non ho mai capito il perché. Perché alcuni non sono in grado di affrontare il quotidiano senza l'altra persona? Qual'è il perché della loro paura? O della loro insicurezza? Cosa vedono nella realtà di così negativo da non poterla reggere?
Suona la sirena e i colleghi, chi ancora con il bicchiere del caffè in mano, che seduto da qualche parte a chiacchierare, si muovono verso le loro postazioni per iniziare il pomeriggio. E finire la giornata di lavoro...
Dallo stereo diventato mono dopo che che un trapano è caduto su una cassa, con l'antenna bloccata e la rotella incastrata con un lamierino di metallo per non farla girare, perché quella è l'unica posizione in cui riceve una frequenza udibile, esce “Underdog”, dei “Lacuna Coil”.


You are going down
Down

At the bottom I have found
I cannot wait to get back in the fight

And send you straight to the ground
Hide and seek
When I'm on the ropes
You wanna knock me down, knock me down
Your cheap shots are denied

You're going down
You can't kill my soul and kill me dream
Back down
Now
You will understand me now
You don't want to come back to the fight
I've been the underdog all my life
I can feel it
I will not stop until I see you down
On the ground
Cause I am still alive

Una personalità sovrastata che diventa sovrastante. E la personalità sovrastante che diventa sovrastata. Nessuno dei due è contento. Una persona sottomessa, che sembra non avere più nulla. Ma che non può aspettare per rialzarsi. Si rialza, combatte. Guarda l'altra persona: a terra. Che si arrende. E la resa di una persona che sottometteva diventa il ritorno all'esistenza della persona che era sottomessa. Che l'ha battuta.
Il pomeriggio scorre veloce come il mattino, tra pezzi di metallo, viti a testa esagonale, a brugola, chiavi inglesi e qualche sigaretta fumata di nascosto come fanno i capi, fuori dall'orario di pausa. Anche ieri lei ha dormito da me. Stasera verrà da me a cena. Spero che rimanga anche stasera dopo che le avrò chiesto d lavare i piatti.

Suona il citofono.
-Chi é?-
-L'altra.-
-Ti apro.-
Apro la porta e la tengo socchiusa. Mi metto al pc e clicco sul tasto “play” del sito in cui sto guadando dei video musicali. Entra in casa e si prende una sedia, una delle quattro che ho in appartamento. Si siede a fianco a me, mi bacia e senza dire niente guarda anche lei il video. Ho letto su un giornale di questa canzone e l'ho cercata su internet: “Farewell to Tarwathie”, di Judy Collins.


Farewell to Tarwathie
Adieu Mormond Hill
And the dear land of Crimmond
I bid you farewell
I'm bound off for Greenland
And ready to sail
In hopes to find riches
In hunting the whale

Farewell to my comrades
For a while we must part
And likewise the dear lass
Who first won my heart
The cold coast of Greenland
My love will not chill
And the longer my absence
More loving she'll feel

Our ship is well rigged
And she's ready to sail
The crew they are anxious
To follow the whale
Where the icebergs do float
And the stormy winds blow
Where the land and the ocean
Is covered with snow

The cold coast of Greenland
Is barren and bare
No see time nor harvest
Is ever known there
And the birds here sing sweetly
In mountain and dale
But there's no bird in Greenland
To sing to the whale

There is no habitation
For a man to live there
And the king of that country
Is the fierce Greenland bear
And there'll be no temptation
To tarry long there
With our ship under full
We will homeward repair

Farewell to Tarwathie
Adieu Mormond Hill
And the dear land of Crimmond
I bid you farewell
I'm bound off for Greenland
And ready to sail
In hopes to find riches
In hunting the whale
>

 
-Come l'hai trovata?-
Le mostro il giornale che ho sul tavolo.
-E' bellissima!-
-Sto cercando la versione MP3, ma non la trovo.-
-La voglio anch'io!-
-Oltre alla canzone, ti piace la storia del ragazzo che parte per mare e lascia casa, amici e fidanzata per trovare fortuna?-
-Sì. E' molto romantica. Potresti farlo anche tu. Io ti aspetterei. Se parti domani e stai via un paio di mesi posso continuare la storia con quello che lavora sulle piattaforme in mezzo la mare. Poi lui torna sulle piattaforme e rivedo quello che fa trekking sull'Himalaya. Poi torni tu. Intanto ti scriverei delle bellissime lettere.-
-Domani sarò in fabbrica. Senti questa.-
Faccio partire il  video di Sam Cooke: “Wonderful World”.

Don't know much about history,
don't know much Biology.
Don't know much about a science book,
don't know much about the French I took.
But I do know that I love you,
and I know that if you love me, too,
what a wonderful world this would be.

Don't know much about Geography,
don't know much Trigonometry.
Don't know much about Algebra,
don't know what a slide rule is for.
But I know that one and one is two,
and if this one could be with you,
what a wonderful world this would be.

I don't claim to be an 'A' student,
but I'm tryin' to be.
For maybe by being an 'A'-student, baby,
I can win your love for me.

Don't know much about History,
don't know much Biology.
Don't know much about a science book,
don't know much about the French I took.
But I do know that I love you,
and I know that if you love me, too,
what a wonderful world this would be.

History
Biology
Science book
French I took.
But I do know that I love you,
and I know that if you love me, too,
what a wonderful world this would be.

 

-E' ottima per preparare la cena...-
Lei mi guarda con sguardo stizzito.
-Cooke... Cucinare... Ti dice niente?... Le pentole sono nella credenza.-
Le do un bacio, lei mi da una sberla. Si alza e apre la credenza, il frigo e i cassetti con la tovaglia e le posate. Le devo ancora dire che dovrà lavare anche i piatti.
Faccio partire la mia playlist con canzoni di vario genere e di vari artisti. Lei ha già messo l'acqua sul fornello e iniziamo a fare quello che non avevamo mai fatto nei tre anni in cui siamo stati insieme. Parliamo.
Mi racconta della sua vita nel periodo in cui non ci siamo visti, di cosa le piaceva e non le piaceva, di cosa faceva e di cosa non faceva, di cosa voleva e di cosa non voleva. Parlava di cose normali, ma capivo che mi stava dicendo  implicitamente che cosa voleva e non voleva da me. Stava facendo quello che avrebbe dovuto fare quando stavamo insieme. Io facevo quello che avrei dovuto fare quando stavamo insieme: l'ascoltavo.
Dallo stereo escono una dopo l'altra le canzoni della playlist. Tra una parola e l'altra scambiate tra me e lei ascolto i versi della canzone di Sting, “The book of my life”.

 Let me watch by the fire and remember my days
And it may be a trick of the firelight
But the flickering pages that trouble my sight
Is a book I’m afraid to write

It's the book of my days, it's the book of my life
And it's cut like a fruit on the blade of a knife
And it's all there to see as the section reveals
There's some sorrow in every life

If it reads like a puzzle, a wandering maze
Then I won't understand 'til the end of my days
I’m still forced to remember,
Remember the words of my life

There are promises broken and promises kept
Angry words that were spoken, when I should have wept
There's a chapter of secrets, and words to confess
If I lose everything that I possess
There's a chapter on loss and a ghost who won't die
There's a chapter on love where the ink's never dry
There are sentences served in a prison I built out of lies.

Though the pages are numbered
I can't see where they lead
For the end is a mystery no one can read
In the book of my life

There's a chapter on fathers a chapter on sons
There are pages of conflicts that nobody won
And the battles you lost and your bitter defeat,
There's a page where we fail to meet

There are tales of good fortune that couldn't be planned
There's a chapter on god that I don't understand
There's a promise of heaven and hell but I’m damned if I see

Though the pages are numbered
I can't see where they lead
For the end is a mystery no one can read
In the book of my life

Now the daylight's returning
And if one sentence is true
And all these pages are burning
And all that's left is you

Though the pages are numbered
I can't see where they lead
For the end is a mystery no one can read
In the book of my life
   

Quand'ero bambino volevo fare tutto quello che adesso non mi interessa. Adesso, da adulto, sto cercando tutto quello che mi può fare stare bene. Ho fatto cose giuste e sbagliate, cose giuste per alcuni e sbagliate per altri. Ho incontrato situazioni e ostacoli che ho cercato di superare, persone con cui mi sono scontrato o che si sono scontrate con me. Persone che mi hanno tradito e che mi hanno aiutato.
Ho incontrato lei, che ho ignorato e che dopo tre anni ho perso. L'ho ritrovata, con un'altra conoscenza io di lei e lei di me.

Oggi mi sono svegliato come ogni ogni giorno per fare le cose di tutti i giorni, con uno stato d'animo diverso dagli altri giorni. Ogni giorno so di dover affrontare avvenimenti, circostanze e persone che possono condurre in differenti direzioni al mio futuro. Oggi affronto tutto questo con lei. Non so come andrà a finire. Non lo sa nessuno.
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